mercoledì 19 novembre 2008

Consiglio Nazionale di Forza Italia: Diretta online

Venerdì prossimo, 21 novembre, Forza Italia riunisce il suo Consiglio Nazionale, che definirà i modi in cui avverrà la transizione definitiva di Forza Italia nel Popolo della Libertà. Questa assemblea segnerà, è il caso di dirlo, un passaggio davvero storico. Potrai seguire in diretta nel nostro sito www.ilpopolodellaliberta.it tutti i lavori del Consiglio Nazionale, a partire dalle 10,30 di venerdì. Ti aspettiamo.

venerdì 19 settembre 2008

VERDINI: Pdl guarda al modello americano della ''registrazione''

Siamo qui per compiere quella che vorrei definire una "rivoluzione gentile". E’ sicuramente una rivoluzione, perché sta per nascere un soggetto politico che aiuterà il Paese ad archiviare gli stanchi rituali e anche i peggiori vizi dei vecchi partiti. Ma è anche una rivoluzione dolce, gentile, perché interpreta fedelmente, senza strappi e senza forzature, le aspirazioni e il buon senso della stragrande maggioranza degli elettori italiani.

Sappiamo bene che il Pdl, in fondo, è già nato il 13 aprile scorso, quando 14 milioni di italiani hanno sostenuto e incoraggiato il cammino che avevamo intrapreso. Ora dobbiamo percorrere l’ultimo miglio, e dare vita ad una forza che aspiri al "50%+1" dei voti, e che sia pronta a governare l’Italia per 10-15 anni, garantendo un ciclo di riforme capaci di cambiare il Paese dalle fondamenta.
L’Italia è pronta per vedere realizzato un assetto simile alla grande democrazia americana, alla grande democrazia inglese, così come alle grandi democrazie dei maggiori Paesi dell’Europa continentale. Due grandi partiti pronti a sfidarsi per il Governo. Non più il caos di 15-20 partiti litigiosi, rissosi, desiderosi di conquistare un piccolo potere di veto, di esercitare una sorta di "golden share" sui Governi e sulle maggioranze, perennemente dediti a dividersi e a distinguersi al solo scopo di perpetuarsi e autoconservarsi. Da un tendenziale bipolarismo siamo pronti a passare ad un tendenziale bipartitismo: due grandi partiti, chi vince governa, chi perde si oppone, e dopo quattro o cinque anni se ne riparla. Se chi ha governato lo ha fatto bene, sarà premiato; altrimenti, ci sarà spazio per l’altro partito, che nel frattempo avrà fatto il possibile per organizzarsi e rendersi pronto all’appuntamento con la guida del Paese.

Già il 13 aprile scorso i cittadini si sono mossi con decisione in questo senso. Il 70% degli elettori ha infatti scelto i due maggiori partiti. Noi vogliamo incoraggiare questa tendenza, che ci avvicina a quanto accade da tempo nell’Occidente avanzato.
Ecco perché guardiamo con enorme preoccupazione a quello che succede nel Pd. Un sistema politico maturo ha bisogno della assoluta certezza che entrambi i partiti maggiori siano pronti a governare. Oggi il cantiere del Pd non appare solido. Potremmo dire: "Chi è causa del suo mal (e del suo Di Pietro), pianga se stesso". Ma non lo diremo. Non abbiamo mai creduto nel "tanto peggio, tanto meglio". Ci auguriamo che, prima o poi, il centrosinistra italiano sappia incamminarsi lungo il cammino delle forze riformiste occidentali, abbandonando demagogie, immobilismi antiriformatori o - peggio ancora - derive illiberali e forcaiole.
Ma ora pensiamo a noi e alla nostra buona opera. Se vogliamo davvero superare i bizantinismi e anche gli aspetti più opachi dell’organizzazione dei vecchi partiti, dobbiamo passare dal "partito delle tessere" ad un vero e proprio "partito degli elettori".
Fi, An e gli altri partiti del centrodestra hanno sempre avuto molti iscritti, ma questi iscritti - per quanto numerosi - rappresentavano solo una piccola percentuale (2%, 3%, 5%) degli elettori. Per questo, sembra decisamente preferibile puntare su forme più aperte e leggere di "registrazione" (sul modello americano) che consentano a milioni di persone di lasciare i propri recapiti per essere ricontattate, consultate, e regolarmente coinvolte nella vita del nostro soggetto politico.

In questo senso, si possono prevedere altre cose:
-contestualmente al Congresso, si possono organizzare forme di partecipazione sia fisica nelle piazze (con l’evento rappresentato da milioni di cittadini che vanno a "registrarsi" per salutare la nascita del Pdl, ed essere coinvolte dal primo momento) sia su Internet (con la "registrazione telematica" che viene aperta a partire dalle giornate del Congresso);
-successivamente al Congresso, si possono organizzare forme di consultazione telematica dei registrati: il Pdl sarebbe così, oltre che partito "a rete" (cioè un network capace di valorizzare numerosi apporti, stimoli e sensibilità), anche un partito "in rete", cioè capace di vivere in presa diretta con il popolo degli utenti di Internet
-naturalmente, deve anche essere possibile accreditare al Congresso i blogger che lo vorranno (come è avvenuto nelle recenti Convention americane del Partito Democratico e del Partito Repubblicano).

E’ molto importante immaginare qualcosa del genere: solo così, infatti, si evita il rischio di una "fusione a freddo", di un accordo tra due o più gruppi dirigenti nel chiuso di una stanza, senza un adeguato e vero coinvolgimento popolare.
Per il resto, sarà il Comitato costituente a definire i contenuti dello statuto. Una commissione è già al lavoro, e sono certo che saprà sempre coniugare le esigenze organizzative del gruppo dirigente nazionale con questa spinta, su cui voglio ancora insistere, di coinvolgimento popolare. Il nostro compito è enorme. Non stiamo facendo un "trasloco": stiamo costruendo una nuova casa, destinata a durare e a segnare la vita politica del Paese per decenni. Per questo, abbiamo il dovere di immaginare qualcosa di straordinario, di non ordinario, di non meramente burocratico. Siete e siamo qui per questo. Buon lavoro a tutti noi.

mercoledì 20 agosto 2008

VERDINI: Prosegue la costruzione del Popolo della Libertà

Dalla seconda metà di luglio è stato fatto un altro, importante passo in avanti lungo il percorso che porterà alla definitiva costruzione del Popolo della Libertà. Con una comunicazione a doppia firma (Denis Verdini, coordinatore di Forza Italia, e Ignazio La Russa, reggente di Alleanza Nazionale) si è dato il via in tutte le regioni alla formazione di coordinamenti regionali del PdL, in cui i partiti che hanno aderito al PdL siano rappresentati come da intesa stipulata prima delle elezioni, fatto salvo situazioni particolari, che saranno esaminate in sede nazionale.

I compiti primari dei coordinamenti, che saranno guidati dai coordinatori regionali di Forza Italia e AN, sono i seguenti:

l) Formare in ogni provincia e in ogni comune il Coordinamento del Pdl, che dovrà essere costituito, secondo i parametri dell’accordo e tenendo conto dei singoli partiti, degli eletti e delle personalità territoriali.
2) Costituire una Federazione tra i gruppi consiliari di tutti i partiti che hanno aderito al PdL.
3) Dare avvio ad una ricognizione sul territorio per mettere a punto il lavoro da svolgere in vista delle elezioni amministrative della primavera 2009.

venerdì 15 agosto 2008

Il libro verde sul welfare e il futuro dell'Italia

Con il libro verde prodotto dal ministero del Lavoro, Salute e politiche sociali, il ministro Maurizio Sacconi avvia un dibattito pubblico sul futuro del sistema del welfare in Italia, nella speranza di pervenire a soluzioni il più possibile condivise dagli attori istituzionali, politici e sociali.



Sarà aperta una consultazione pubblica per un periodo di tre mesi, fino al 25 ottobre, attraverso la casella di posta elettronica libroverde@lavoro.gov.it .

Ricostruire un welfare capace di riproporre la centralità della persona e della sua salute significa ridurre la povertà, l'emarginazione e il disagio sociale, incrementando la produttività del lavoro, i tassi di occupazione e la crescita complessiva dell'economia.

"La sfida a cui siamo chiamati non è solamente economica ma, prima di tutto, progettuale e culturale. Vogliamo riproporre la centralità della persona, in sé e nelle sue proiezioni relazionali a partire dalla famiglia", si legge nella prefazione del libro verde che individua un futuro welfare che sa dare rilievo, insieme alle imprescindibili funzioni pubbliche proprie delle istituzioni, anche il valore della famiglia, di tutti i corpi intermedi che concorrono a fare comunità.

domenica 10 agosto 2008

Formigoni: reggenti Pdl? squadra scelta dalla base


Roberto Formigoni si è portato il lavoro in vacanza. Entro la fine di agosto sarà deciso il metodo di elezione del reggente («regole democratiche al 100%» assicura Silvio Berlusconi), a settembre Milano ospiterà la prima festa del Pdl e il vicepresidente di Forza Italia dal suo buen retiro sulle Alpi telefona, scrive, prepara incontri. «Si avvicina a passi veloci la meta finale, la costituzione del partito unico. Un processo che interessa Forza Italia e An e anche gli altri che hanno già sposato il progetto del Pdl e cioè partiti alleati ma anche gruppi, movimenti, personalità della società civile».
Che tipo di congresso state preparando?
«Ci sarà un congresso di fondazione con ampie garanzie democratiche per tutti, sia per i partiti che per i gruppi che per le singole personalità. Nasce un vero nuovo partito e la democrazia interna è la sua regola di funzionamento. Prima del congresso di fondazione, a fine gennaio, ci saranno i congressi di scioglimento dei partiti, diciamo a metà gennaio».
Chi sarà il reggente del Pdl?
«Attenzione, il partito ha già un grande leader che è Berlusconi. Diversa è la questione del reggente, importa poco chi sarà, lo vedremo cammin facendo. È preferibile che sia una persona affiancata da un comitato di reggenza, un primus inter pares. Nasce un partito del 45 per cento, che rappresenta la metà dell’Italia. Reggente e comitato saranno scelti sentendo la base».
È politicamente opportuno che il reggente sia di An o è preferibile che sia espressione del socio di maggioranza?
«Non può esserci nessuna preclusione, anche se sappiamo che il contributo più grande lo porta Forza Italia e per questo la candidatura di un uomo o di una donna di Forza Italia non dovrà stupire nessuno. Gli accordi per i delegati al congresso sono 70 a 30 o 75 a 25, sia pure spalmati sul territorio».
Per il ruolo di reggente ci sarà anche la candidatura Formigoni?
«Parleremo con Berlusconi e con gli altri del mio ruolo. Credo che nel comitato di reggenza potrò dare il mio contributo insieme ad altri ma ci sarà tempo per decidere, anche tenuto conto delle garanzie di continuità e del fatto che Berlusconi mi ha chiesto di essere vicepresidente di Forza Italia. Voglio sottolineare che lo dico con spirito di servizio».
Pensa a primarie tra i militanti o consultazioni tra gli iscritti?
«Niente primarie. Abbiamo due partiti strutturati in cui gli iscritti si sono già pronunciati, ci sono gli eletti, i coordinatori, espressione già forte di un consenso della base. Le modalità con cui sentire la base le stabiliremo nelle riunioni che si faranno già prima di fine agosto perché i tempi sono estremamente ravvicinati e bisogna tener conto anche di questo per scegliere il metodo migliore. Potrebbe anche succedere che An sente i suoi in un modo e Forza Italia in un altro».
Partito aperto o club esclusivo?
«Vorrei che le porte fossero aperte per tutti. Mi auguro che il processo che parte interessi sempre più i moderati italiani, anche quelli che si collocano sulla riva opposta. Spero che si sia tutti consapevoli di dover costruire una cosa nuova, una casa in cui tutti gli italiani si trovano a loro agio. Detto questo, è positivo che il Pdl eserciti forza di richiamo ma ci devono essere regole chiare per tutti».
Enrico Letta ha invitato il Pd ad abbandonare l’antiberlusconismo.
«Mi sembra una manifestazione di buon senso. Credo che il centrosinistra italiano abbia bisogno di questo, anche perché l’antiberlusconismo li ha portati a schiantarsi. È l’atteggiamento che ci aspettavamo dal centrosinistra in questa legislatura. Non l’ha imboccato ma è sempre in tempo per cambiare strada. Vediamo se alle parole seguiranno i fatti».
C’è il problema di chi chiede di rientrare. La Santanchè?
«Esiste una regola: per le persone che hanno avuto precedenti militanze e vogliono entrare nel nuovo partito si devono pronunciare tutti i partiti fondatori».
E l’Udc?
«La regola vale per tutti».

sabato 9 agosto 2008

La doppia morale

Sinistra, avversari e giudici

Articolo di Angelo Panebianco pubblicato dal "Corriere della sera" il 27 luglio 2008

Ma perché la cifra stilistica della sinistra italiana deve essere per forza il doppio standard, la doppia morale? Prendiamo l' ultimo caso in ordine di tempo. Il governo utilizza una norma vigente per dichiarare lo stato d' emergenza di fronte all' afflusso dei clandestini. Dalla sinistra partono bordate: razzismo, xenofobia, autoritarismo, intollerabile clima emergenziale. Quella norma però è stata in passato utilizzata anche dal governo Prodi. Come mai all' epoca nessuno fiatò? Come mai nessuno di quelli che oggi strillano accusò quel governo di razzismo e xenofobia? Perché i «sacri principi», quali che essi siano, devono sempre essere piegati alle esigenze politiche del momento? Non è forse un modo per dimostrare che in quei principii, utili solo come armi da brandire contro l' avversario, in realtà, non si crede affatto?

La spiegazione più ovvia, più a portata di mano, quella che rinvia l' esistenza della doppia morale, del doppio standard, alle persistenti scorie lasciate in eredità al Paese dalla vecchia tradizione comunista, è insoddisfacente: spiega troppo o troppo poco. Certo, è vero, nella tradizione comunista il doppio standard era la regola. Per i comunisti esisteva un fine superiore, una nobile causa al cui raggiungimento tutto doveva essere subordinato e piegato. Il ricorso continuo alla menzogna, ad esempio, era giustificato dal fine superiore. Così come il doppio standard. Si pensi alla sorte di certi leader democristiani: Fanfani, Andreotti, Cossiga. Su di essi il Pci riversò a più riprese ogni genere di accuse, spesso anche quella infamante di essere registi di trame paragolpiste. Però, se il vento cambiava , quei registi occulti delle peggiori trame si trasformavano in amici e «compagni di strada»: il giudizio politico-morale su di loro dipendeva dall' utile politico del momento. E la capacità di intimidazione culturale del Pci e delle forze che lo fiancheggiavano era tale da non rendere necessario rispondere a una domanda che, del resto, solo pochi osavano porre: ma come è possibile che oggi strizziate l' occhio a un tale che fino a pochi mesi fa accusavate dei più infami misfatti?

Qualcosa del genere, d' altra parte, accade ancora. Si pensi al caso di Umberto Bossi del quale non si è ancora capito se si tratta di un leader xenofobo e parafascista, praticamente un delinquente, una minaccia per la democrazia, oppure di una costola della sinistra, uno con cui, magari, si può essere disposti a fare un po' di strada «federalista» insieme. O meglio, abbiamo capito benissimo: Bossi continuerà ad essere, alternativamente, l' una o l' altra cosa a seconda di come evolveranno nei prossimi anni i suoi rapporti con Berlusconi.

Dicevo che non ce la possiamo cavare tirando in ballo solo la tradizione comunista. Sarebbe sbagliato e anche ingiusto verso molti ex comunisti. Tra i comunisti c' erano molte persone serie, rigorose, di qualità. Queste persone, quando presero atto che la superiore causa era un vicolo cieco, o un' impostura, cambiarono registro. Misero da parte quella doppia morale che, ormai, ai loro stessi occhi, non aveva più alcuna giustificazione morale e politica. Spesso, questi ex comunisti, rimasti all' interno dello schieramento di sinistra, sono tra le persone migliori in cui ci si può imbattere, quelle con cui anche liberali come chi scrive possono trovare punti di incontro e affinità, con le quali, comunque, non capita mai di provare quel fastidio che si può invece provare quando si incontrano certi esponenti, politici o intellettuali, della sinistra mai-stata-comunista. I quali, spesso, continuano, imperterriti, a usare il doppio standard e la doppia morale.

La sinistra attuale è un amalgama informe che mescola brandelli della vecchia tradizione comunista con tic e cliché culturali di derivazione azionista e del cattolicesimo di sinistra. Queste ultime due componenti sono, forse, ancor più responsabili della prima nell' alimentare oggi quel mito della superiorità antropologico-morale della sinistra che continua a giustificare il ricorso al doppio standard e alla doppia morale. Tutto ciò è bene esemplificato dagli atteggiamenti dominanti a sinistra sulle questioni di giustizia. Il «pieno rispetto» per la magistratura e la regola secondo cui «ci si deve difendere nei processi e non dai processi» sono nobili principi che vengono sempre invocati quando nei guai ci sono gli avversari di destra. Ma se in graticola finiscono esponenti della sinistra (a patto, naturalmente, che non siano «ex socialisti») la musica improvvisamente cambia. Diventa legittimo attaccare i magistrati e persino difendersi «dai processi». Personalmente, ho forti perplessità sui comportamenti tenuti, nell' esercizio delle loro funzioni, da magistrati come la Forleo e, soprattutto, De Magistris, ma non sono affatto sicuro che ad essi si possano attribuire più scorrettezze di quelle imputabili a certi magistrati che in passato si occuparono di Berlusconi e di altri nemici della sinistra. Si guardi a come opera il doppio standard nelle valutazioni di processi e procedimenti giudiziari a seconda che vi siano coinvolti amici o nemici. Se, poniamo, viene scagionato un imprenditore «amico» si plaude all' impeccabile comportamento dei magistrati e non ci si impegna certo in «analisi» minuziose con lo scopo di fare le bucce ai risultati delle inchieste. Altrimenti, come ha giustamente osservato Pierluigi Battista sul Corriere due giorni fa, lo spartito cambia, il doppio standard impera.

Questi signori, sempre impegnati a stilare pagelle e ad assegnare brutti voti a quelli che definiscono «sedicenti» liberali, non hanno mai capito che indice di liberalismo è usare un solo criterio, un solo metro di giudizio, sempre lo stesso, per gli amici e per gli avversari, e che fare un uso così platealmente strumentale dei principi significa non avere alcun principio. Quando qualcuno di loro finalmente lo capirà, avremo, e sarà un bene per il Paese, qualche esponente in meno della genia dei «moralmente superiori» e qualche liberale in più.

giovedì 31 luglio 2008

Capaccio. Intesa tra i partiti del PdL

I responsabili politici dei Partiti del centro-destra di Capaccio-Paestum, nelle persone del prof. Antonio Di Benedetto (F.I.), dott. Franco Sica (A.N.), dott. Guido Giudice (A.S.) e dott. Claudio Ragosta (D.C.) comunicano di aver raggiunto l’intesa di formare un gruppo di lavoro che adotterà decisioni politiche unanime e che è prodromico alla costituzione del P.D.L..
Banco di prova del gruppo di lavoro che, oltre ai responsabili testè citati, è integrato dai Consiglieri Comunali, Giuseppe Mauro, Pasquale Mazza, Giuseppe Troncone e Roberto Voza, è stato il documento politico-programmatico presentato all’approvazione dell’ultimo Consiglio Comunale e riguardante le linee programmatiche del P.U.C.
Il documento elaborato dalle forze politiche è stato integralmente approvato dal Consiglio Comunale ed è stato allegato al documento della maggioranza come emendamento integrativo e per formarne parte integrante e sostanziale.
Allo studio delle forze politiche del centro-destra/P.D.L. ora c’è la relazione programmatica del P.U.C., e su questo importante e fondamentale segmento dell’adottando strumento urbanistico sarà nuovamente presentato un autonomo documento da sottoporre all’approvazione del Consiglio Comunale.
Autonomia, come proposizione e non protesta fine a se stessa, è la parola d’ordine che muoverà il centro-destra affinché la cittadinanza, che ci vuole maggioranza politica – come sancito dal risultato delle ultime consultazioni politiche - diventi anche maggioranza amministrativa.
Parte, dunque, sotto i migliori auspici la nuova e rinnovata alleanza dei partiti del centro-destra, ai quali si affiancheranno gli altri Partiti, i movimenti politici che si riconoscono nel progetto del PDL e i Circoli della Libertà che, univocamente, marceranno per portare il Paese verso il raggiungimento delle mete più ardite e nell’esclusivo interesse della cittadinanza tutta.

mercoledì 30 luglio 2008

Berlusconi incontra a Napoli amministratori locali e prefetti

Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi incontrerà venerdì 1 agosto a Napoli insieme al sottosegretario Guido Bertolaso, il presidente della Regione Campania Antonio Bassolino, il presidente dell’Anci Leonardo Domenici, i sindaci dei comuni della Campania, i presidenti delle cinque provincie e i rispettivi Prefetti per un’analisi delle attività in corso per il superamento dell’emergenza rifiuti.


In particolare, durante la riunione, verrà svolta una riflessione congiunta che valga a rafforzare il rapporto di collaborazione con riferimento specifico alle attività connesse alla esigenza di un deciso miglioramento del livello di raccolta differenziata anche nella prospettiva di un sollecito ritorno ad un sistema ordinario di gestione del ciclo dei rifiuti.

venerdì 18 luglio 2008

Napoli è liberata dai rifiuti

Lo aveva promesso in campagna elettorale: il primo consiglio dei ministri operativo si sarebbe tenuto a Napoli e a Napoli Berlusconi e i ministri avrebbero continuato a tornare fin quando non si fosse risolta l’emergenza e i rifiuti non fossero stati tolti definitivamente dalle strade. Oggi Berlusconi è per la quinta volta in meno di due mesi a Napoli e può annunciare che in Campania non ci sono più rifiuti per le strade. L’emergenza è superata, come era stato promesso.

Il risultato è stato raggiunto con un lavoro immane, che ha visto impegnati in prima linea il presidente del Consiglio, il sottosegretario Bertolaso e il generale Giannini, comandante dei militari impiegati per rendere più visibile ed efficace il ritorno dello Stato.

Assieme a Napoli, ben 511 comuni della Campania sono stati interessati dall'emergenza, per un totale di 7.200 tonnellate di rifiuti prodotti al giorno: uscire dall'emergenza ha comportato raccogliere e avviare a smaltimento questa produzione quotidiana e le decine e decine di migliaia di tonnellate accumulatesi nei mesi passati.

Sono state attivate le discariche possibili e necessarie, parte dell'immondizia è stata avviata in Germania (520 tonnellate al giorno), parte è stata pretrattata e avviata agli impianti di termovalorizzazione di altre regioni. Il governo ha avuto la capacità di creare uno spirito di solidarietà che ha prevalso su incomprensioni e contrasti pregressi, perché era chiaro a tutti che stavolta si stava facendo sul serio per uscire definitivamente dall’emergenza perenne.

Lo sforzo eccezionale proseguirà. Con le discariche e i trasferimenti fuori regione si potrà andare avanti per qualche tempo, ma intanto bisognerà continuare a lavorare perché non si ricrei lo scarto negativo fra rifiuti prodotti e rifiuti smaltiti. Si punta sui termovalorizzatori (saranno quattro, presto entrerà in funzione quello di Acerra) e sulla raccolta differenziata, già avviata nei comuni dove non era praticata. Ci vorranno ancora tre anni per la soluzione definitiva della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti. Per intanto però, come ha detto il premier, “Napoli è stata riportata alla grande civiltà che le compete". E non tornerà indietro!

martedì 8 luglio 2008

BERLUSCONI: Al Paese servono fatti non manifestazioni

“Non credo che le manifestazioni possano formare l’immagine dell’Italia, perche’ l’immagine di un paese si fonda sui fatti. Adesso dobbiamo rimediare al disastro di immagine conseguente alla tragedia dei rifiuti di Napoli, e quindi credo che questa debba essere la prima preoccupazione del governo”.

Lo ha affermato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, in una conferenza stampa a margine del G8 in Giappone, commentando la manifestazione dei girotondini a Roma. "Nei contatti internazionali conta chi rappresenta il paese e quindi io mi auguro di essere degno di rappresentare il paese. Mi auguro anche - ha osservato il nostro presidente - di trovare presso tutti i colleghi la giusta considerazione che, in tutti gli anni in cui ho rappresentato il paese, mi sembra ci sia stata".
Durante l’incontro con i giornalisti, Silvio Berlusconi ha affrontato anche temi di politica estera ed economica, come la crescita della Cina, le elezioni in Zimbawe, l’ingresso del nostro paese nel "5+1" e la necessita’ di un ritorno al nucleare."Tutti hanno condiviso la necessita’ di chiamare anche la Cina al rispetto degli accordi internazionali, perche’ non si puo’ accettare che i nostri paesi siano sottoposti a regolamenti e che invece la Cina si sottragga. Il G8 domani chiedera’ convintamente alla Cina di trovare con noi un accordo sulle regolamentazioni" in particolare quelle "ambientali, di tipo sociale, relative ai mercati finanziari".

Il premier ha poi annunciato che il G8, nelle dichiarazioni finali, chiedera’ alle Nazioni unite con "urgenza" sanzioni nei confronti dello Zimbawe. "Il G8 dichiarera’ illegittima la posizione dello Zimbawe e indichera’ la necessita’ e l’urgenza di sanzioni al Consiglio di Sicurezza dell’Onu che potra’ cosi’ intervenire", ha spiegato Berlusconi anticipando uno dei contenuti della dichiarazione finale.
Il presidente del Consiglio ha anche rivelato che "si e’ parlato della necessita’ di dare il via alla progettazione e alla costruzione di oltre mille centrali nucleari nel mondo. L’Italia si aggiungerà alle iniziative per ora assunte da Francia e Gran Bretagna perche’ non c’e’ altra soluzione possibile per il futuro. Siamo consapevoli che si tratta di anticipare il passaggio da una societa’ basata sui combustibili fossili a una societa’ basata sul nucleare".Sarkozy, ha inoltre reso noto il premier, "ha proposto l’organizzazione di un forum mondiale sulle energie, anche quelle rinnovabili come per esempio quelle eoliche". Nella dichiarazione finale del G8, ha poi osservato Berlusconi, verranno ribadite le raccomandazioni affinche’ ci sia una attenzione particolare "per il risparmio energetico".


Richiesto di affrontare la questione del nucleare in Iran, Berlusconi ha risposto: "Non sollevero’ il tema Iran, non mi sembra una priorita’ che l’Italia partecipi al ’5+1’, abbiamo una nostra posizione, noi e la Russia abbiamo rapporti commerciali radicati nel tempo, e aziende importanti che lavorano li’. Abbiamo una nostra via di contatto, la Federazione russa ha una sua via di contatto e credo che queste due vie possono essere utili affinche’ l’Iran riveda la sua posizione rispetto alle richieste della Aiea".
Silvio Berlusconi ha infine annunciato che "l’Italia ha raddoppiato il contributo per le emergenze alimentari". Il finanziamento ammontera’, spiegano fonti diplomatiche, a 216 milioni di euro. "Abbiamo parlato della salute di questi paesi e intendiamo continuare nel nostro impegno contro le malattie infettive", ovvero la tubercolosi, Aids e la malaria (a questo proposito sono stati finanziati 100 milioni). Il G8 ha "confermato la decisione" del precedente summit mondiale "di stanziare 60 miliardi di dollari" non piu’ in otto anni ma in cinque. "Bush ha preso l’impegno per gli Stati Uniti a contribuire per la meta’".

venerdì 27 giugno 2008

La vera giustizia: rispettare la volontà dei cittadini

''Se il premier dovesse occuparsi delle udienze, farebbe un buon servizio a se stesso ma un cattivo servizio al Paese. Crediamo che questa nostra iniziativa legislativa possa portare un elemento di equilibrio in più verso un ordinato e sereno assetto tra i poteri dello Stato.”.

Queste parole del ministro della giustizia Angelino Alfano sintetizzano il fine del disegno di legge, approvato oggi dal Consiglio dei Ministri, che prevede la sospensione provvisoria dei processi per le alte cariche dello Stato.
Il provvedimento prevede la sospensione dei processi per il Presidente della Repubblica, il Presidente del Senato, il Presidente della Camera e il Presidente del Consiglio, per i reati che non riguardano il loro incarico istituzionale.

Queste disposizioni sono un valore per la democrazia, perché sono utili al buon funzionamento delle istituzioni e al sereno svolgimento del mandato che cui le alte cariche dello Stato sono state demandate dal voto popolare.
Non si tratta di cancellare i processi, ma della loro sospensione temporanea, come avviene per esempio in Francia, per evitare quell’uso strumentale della giustizia come strumento di lotta politica che da troppi anni avvelena la vita politica del nostro Paese. Dopo ogni vittoria elettorale di Berlusconi e vengono accelerate iniziative giudiziarie rivolte alla delegittimazione e alla caduta del governo voluto dagli elettori.
Un esito sovversivo, che deve essere evitato.

mercoledì 25 giugno 2008

UNA BRUTTA ESTATE

Nel ringraziare Maurizio Paolillo sempre attentissimo alle problematiche locali debbo constatare il reale stato di abbandono di tutto il Paese ormai in piena estate. Debbo inoltre con rammarico registrare che mentre il Sindaco è intento a costituire inutili società di gestione che di fatto si riveleranno utili solo a gestire sottogoverno e clientelismi , molte sono le opere inspiegabilmente irrealizzate nonostante avessimo lasciato soldi e progetti approvati . Mi riferisco al progetto Arcus che prevedeva l’abbattimento delle barriere architettoniche nell’area archeologica e la realizzazione di servizi igienici al centro di Paestum. Avevamo ottenuto i finanziamenti , i pareri, ma oggi l’amministrazione ha di fatto arenato tutto.
Altra opera incompiuta l’oasi dunale a Foce Sele , da me fatta progettare e finanziare, dopo la realizzazione è stata lasciata nella totale incuria. Così la raccolta differenziata , scesa pericolosamente a livelli bassissimi, nonostante l’avessimo lasciata ad un ottimo livello di realizzazione. La stazione di Paestum: avevamo preso in fitto alcuni locali per realizzarci un info point gestito da qualche associazione da selezionare tramite apposito bando pubblico.Per Torre di Mare avevamo inserito uno stralcio progettuale nel riuso dei residui del por 2.1 prevedendone l’esproprio ed il restauro conservativo pensando ad un museo dello sbarco: nulla di fatto , tutto abbandonato .Sembra che finalmente la sovrintendenza abbia accordato il parere per l’allocazione a 600 mt dalle mura, del sottopasso di Paestum, previa analisi geognostica, ma di fatto allo stato le procedure dormono.Pericoloso inoltre lo stato di incuria in cui stanno precipitando i depuratori : gia in pieno sviluppo le terrificanti ondate maleodoranti che dopo tre anni sono tornate a far compagnia agli abitanti ed ai turisti di quella zona. Altro risultato di questa incuria il mare sporco: ricordo che con la mia amministrazione furono fatti notevoli sforzi ed investimenti per riattivare il ciclo depurativo che trovammo allo stato di quasi totale imballo.Nulla nemmeno sul settore sfalci : era pronto un sistema di raccolta a chiamata dei residui della pulizia dei giardini.Via Terra delle Rose, abbiamo lasciato progetto approvato e soldi : i lavori sono iniziati con ritardi pachidermici.Un coraggioso piano del traffico aveva dato ordine al sistema di parcheggi afferenti all’area commerciale di Capaccio Scalo . Con la spugna del populismo si è cancellato tutto : il risultato è un grave disordine in tutta l’area del centro di Capaccio Scalo con ulteriori danni ai gia supertartassati commercianti oltre che ai cittadini che nell’impossibilità di un posto di sosta , preferiscono spostarsi “altrove”.
Dunque una brutta estate quella che ci si presenta, se a questa miriade di gravi e pericolose carenze si associa il riflesso negativo della crisi rifiuti di Napoli.Questo stallo amministrativo peserà gravemente sull’economia di quello che resta di un turismo ormai ridotto al lastrico e quello che delude di più è la rassegnazione della gente, degli operatori.La restaurazione del governo di Marino ha di fatto spento anche le speranze. Ma c’è da confidare nella determinazione di quei cittadini che stanno gia tirando le somme dopo una inutile luna di miele politico amministrativa dell’anno che abbiamo alle spalle.
ENZO SICA

venerdì 20 giugno 2008

La manovra finanziaria aiuta le famiglie: tutte le novità

In carica da soli 33 giorni, il governo continua a mantenere gli impegni presi con l’elettorato, con una progressione impressionante. Dopo i decreti legge per affrontare l'emergenza rifiuti e per contrastare l'immigrazione clandestina, i provvedimenti per colpire la grande e piccola criminalità, l'abolizione totale dell’Ici, la detassazione degli straordinari e dei premi di produzione, la rinegoziazione dei mutui è ora il momento della manovra economica.
Tremonti ha tenuto fede all'impegno di anticipare la manovra economica a prima dell’estate. Senza togliere un euro dalle tasche dei cittadini, si comincia ad aiutare chi ha più bisogno: carta prepagata per la spesa alimentare e le bollette per gli anziani con la pensione minima; fondo-casa per le giovani coppie; abolizione del divieto di cumulo tra pensione e lavoro per chi vuol proseguire l’attività; tagli ai costi del carburante; libri di testo e ricette mediche on line; liberalizzazione dei servizi pubblici locali per ridurre le bollette.

Si tratta di alcune delle misure a maggiore impatto popolare. E ci sono anche misure per lo sviluppo, come la conferma del ritorno al nucleare e la ripresa delle grandi opere, ad iniziare dalla Tav. Spariscono gli adempimenti burocratici introdotti da Prodi e Visco, come il grande fratello sui conti correnti, l’obbligo delle dimissioni su internet, la responsabilità, se fai dei lavori, di accertare che la ditta che hai chiamato sia in regola con fisco e contributi.

Nel suo saggio “La paura e la speranza” Tremonti ha elencato i pericoli che correva l’Europa di fronte agli eccessi della globalizzazione, alla crisi dei mercati e alle speculazioni della finanza mondiale di come questi rischiassero di scaricarsi sui ceti più deboli, sui poveri, sugli anziani, sulle famiglie e sui giovani. La manovra economica presentata mercoledì dà una prima risposta, anche con misure coraggiose come la cosiddetta "Robin Hood Tax", che colpisce i gua dagni eccessivi "di congiuntura" di petrolieri, banche e assicurazioni, per recuperare denaro da destinare a chi ha più bisogno.

Nel nostro www.versoilpopolodellaliberta.it trovi documenti e riflessioni per approfondire questi temi. Una cosa è però certa e indubitabile: il governo Berlusconi è al lavoro per mantenere gli impegni.

sabato 14 giugno 2008

Intercettazioni: un disegno di legge utile ed equilibrato

Il Consiglio dei ministri oggi ha approvato un disegno di legge in materia di intercettazioni telefoniche.
Il provvedimento ha due punti di forza: arginare la diffusione incontrollata dei contenuti delle intercettazioni e ridimensionare gli oneri derivanti dalle operazioni di intercettazione.
Le intercettazioni restano ma solo per le ipotesi di reato maggiori (l’omicidio, la mafia, la criminalità organizzata, il terrorismo ed i fatti di particolare pericolosità sociale), per quelli che prevedono pene di almeno dieci anni di carcere e per la corruzione e le molestie reiterate contro le donne e i minori.
Questo disegno di legge non abolisce i reati, ma capovolge la prassi seguita finora: partire dallo spionaggio telefonico, magari a pioggia o a casaccio, per arrivare al reato. D’ora in poi si dovrà partire da un’ipotesi, motivata, di reato, e applicare ad esso lo strumento dell’intercettazione. Non si potrà più tirare in ballo chi no n c’entra nulla e ha la sola colpa di essere un amico, un’amica, la moglie e l’amante di un sospetto.

Nessun reato viene cancellato, nessuna indagine viene bloccata. Si dovrà però indagare come in ogni altro paese civile: trovando prove, riscontri, confessioni e moventi. Insomma andando sul campo.
In questi giorni si è detto che senza intercettazioni non si sarebbe scoperto lo scandalo della clinica Santa Rita di Milano. A parte il fatto che il quel caso i magistrati hanno trovato molti altri riscontri documentali, a cominciare dalle confessioni degli indagati: com’è possibile utilizzare strumentalmente un argomento del genere visto che le pene previste per i reati di cui sono accusati medici e funzionari sono ben superiori ai dieci anni?
Ne uscirà una legge equilibrata che garantirà più civiltà giuridica per gli italiani, che eviterà la famigerata gogna mediatica di questi anni, che costringerà gli stessi magistrati a compiere un salto di qualità nelle loro indagini, du nque investigando più efficacemente. Non va dimenticato che nonostante il record mondiale di intercettazioni, l’Italia è il paese nel quale nove crimini du dieci restano impuniti e tutti i grandi delitti sono rimasti irrisolti.

«Questo provvedimento - ha affermato in conferenza stampa il ministro della Giustizia, Angelino Alfano - risponde esattamente al dettato della Costituzione sulla tutela della riservatezza ed è inoltre coerente con la Convenzione europea dei diritti dell'uomo. Il sistema delle intercettazioni era degenerato - ha spiegato Alfano - perché la privacy delle persone è stata violata troppe volte. Il testo approvato è molto equilibrato e coniuga il diritto del cittadino a vedere assicurata la privacy e l'esigenza dell'ordinamento statuale che deve contrastare i crimini».

venerdì 6 giugno 2008

Era, è e sarà il nostro impegno: bloccare ed espellere i clandestini

Le polemiche giornalistiche di questi giorni, in seguito alle dichiarazioni del presidente Berlusconi sul reato di immigrazione clandestina, non ci devono trarre in inganno.
Non c'è nessuna marcia indietro, il nostro impegno è totale per raggiungere l'obiettivo di mettere fine all'ingresso dei clandestini nel nostro Paese e di bloccare ed espellere coloro che entrano illegalmente in Italia.
Le osservazioni del premier erano tese a invitare il Parlamento ad approvare una norma che sia poi concretamente applicabile e fosse efficace, come comincia a mostrare di essere in questi giorni il decreto sulla sicurezza approvato la settimana scorsa.

Va inoltre precisato, come hanno fatto sia il ministro degli interni Maroni che il ministro degli esteri Frattini, che il reato di immigrazione clandestina è un deterrente, è un messaggio che dice che ora si fa sul serio. Per questo motivo es so non avrà effetto retroattivo (nessuno espellerà le badanti) ma sarà usato come in altri paesi europei come la Francia, la Germania e la Gran Bretagna. Del resto anche l'Unione Europea ieri ha emanato norme che sono in linea con quanto il nostro governo prevede nel suo disegno di legge che il Senato inizierà a esaminare da lunedì prossimo. Ora spetta al Parlamento fare la sua parte e varare una legge che funzioni.
Potrai seguire il dibattito nei prossimi giorni come sempre sul nostro www.ilpopolodellaliberta.it.

sabato 24 maggio 2008

Governo Berlusconi: il buon giorno si vede dal mattino...

Il governo Berlusconi è partito col botto, ma, soprattutto, mantenendo gli impegni assunti in campagna elettorale: a) primo consiglio dei ministri operativo a Napoli; b) abolizione dell'ICI, detassazione degli straordinari e intervento sui mutui come primi provvedimenti contro il carovita; c) forte intervento contro la criminalità e contro l'immigrazione clandestina, per ridare sicurezza alle nostre città; d) nuovo piano per l'emergenza rifiuti in Campania, con misure nuove e incisive. Questa è la "moralità del fare", cui spesso fa riferimento il nostro presidente: fare quello che si dice, mantenere gli impegni assunti con i cittadini.

Sul nostro sito, www.ilpopolodellaliberta.it, puoi dire la tua su questi primi provvedimenti in Spazio Azzurro e votare quale dei tre interventi contro il carovita preferisci. Si tratta senza dubbio di un ottimo inizio, superiore a quanto fatto nel 1994 e nel 2001, frutto dell'esperienza maturata in tutti questi anni e della conoscenza dei problemi e del funzionamento della macchina dello Stato. Se il buon giorno si vede dal mattino, questo primo consiglio dei ministri è stato sicuramente un "buon giorno". Si deve continuare così ma per portare a buon fine quanto cominciato serve il sostegno costante della nostra gente e una costante attività di buona comunicazione.
Ci lavoreremo, insieme...

giovedì 15 maggio 2008

CDM DI NAPOLI: Scompare la patrimoniale sulla casa

Dopo 16 anni, scompare la patrimoniale sulla casa. Mercoledì prossimo, a Napoli, il consiglio dei ministri approverà un decreto che elimina l’Ici sulla prima casa. A partire da giugno non si dovrà più pagare. La proprietà dell’immobile in cui si abita, quindi, non sarà più un bene sul quale si pagano le tasse.

Il progetto di cancellare l’Ici, Silvio Berlusconi l’aveva già nel 2006: lo aveva annunciato nel secondo (ed ultimo) confronto televisivo con Romano Prodi. Doveva essere il suo primo atto di governo, se avesse vinto quelle elezioni. Dopo due anni, ad elezioni vinte, Berlusconi riparte proprio da lì: da quella promessa che due anni fa gli elettori non gli hanno permesso di mantenere. Ma non sarà l’unica promessa fatta in campagna elettorale che il governo intendere mantenere immediatamente.

Sempre mercoledì a Napoli, il consiglio dei ministri approverà misure destinate a restituire parte del potere d’acquisto perso per l’aumento dell’inflazione e la crescita della pressione fiscale. Con un altro decreto verranno detassate gli straordinari ed i premi di produzione. La parte mobile dello stipendio non verrà più sottoposto a tassazione completa, ma ad un’aliquota ridotta (cedolare secca) del 10%. Oggi quelle parti della busta paga vengono gravate dall’Irpef al 23%, per cui il risparmio fiscale (a beneficio del contribuente) è considerevole.
Giulio Tremonti ha assicurato il commissario europeo Joacquin Almunia che l’intero pacchetto è “coperto” da un punto di vista finanziario. Anche perché – ha ricordato – non ci sono “tesoretti” e l’eventuale extragettito è destinato a riduzione del deficit, così come previsto dal Patto di stabilità europeo.

Fiducia a Berlusconi: ridare slancio all'Italia, insieme.

"...è dall’interesse comune di una classe dirigente eletta per risolvere i problemi degli italiani che può e deve nascere un Paese più sereno, un metodo più tranquillo e limpido di discussione, un’attitudine politica sempre esigente, sempre rigorosa, sempre severa ma non disfattista e arrogante.".

Questa frase tratta dalla replica di Silvio Berlusconi alla Camera in occasione del voto di fiducia di oggi è la sintesi migliore della proposta fatta all'opposizione di lavorare, nel rispetto dei reciproci ruoli, per rilanciare l'Italia, risolvere quei problemi che la zavorrano, che preoccupano i cittadini e che impediscono al nostro Paese di esprimere le sue enorme potenzialità.

Unica eccezione l'Italia dei Valori, con Di Pietro convinto di essere ancora un pubblico ministero in servizio negli anni '92-94, i discorsi ascoltati in questi due giorni alla Camera e al Senato fanno ben sperare, per il futuro del governo e per una legislatura che sia davvero utile per il bene di tutti. Vedremo se alle parole seguiranno i fatti. Per ora l'appuntamento è per il primo consiglio dei ministri operativo, che si terrà come promesso a Napoli la settimana prossima.

domenica 11 maggio 2008

TREMONTI: Subito via Ici e detassazione degli straordinari

"Abbiamo detto che azzeriamo l’Ici sulla prima casa, naturalmente ville e castelli non saranno compresi nel provvedimento, detassiamo il lavoro straordinario e adottiamo misure a favore della sicurezza. Poi parleremo anche dei mutui". Lo ha affermato Giulio Tremonti nella trasmissione ’In mezz’ora’ condotta da Lucia Annunziata. A proposito dei mutui Tremonti ha annunciato che verranno fatte pressioni sulle banche perche’ ne alleggeriscano il peso per i cittadini:

"Le banche dovranno pagare qualcosa di piu’ in tasse se non faranno pagare meno i mutui alle famiglie". Altre pressioni il ministro dell’Economi ha preannunciato a carico dei petrolieri che "prendono piu’ soldi perche’ e’ aumentato il prezzo del greggio".
Tremonti ha promesso interventi per il miglioramento dei conti pubblici e nello stesso tempo ha avvertito che i cittadini non possono aspettarsi misure miracolistiche, anzitutto perche’ non ci sono ’tesoretti’ da redistribuire. "L’andamento delle entrate fiscali non e’ buono e questo non perche’ l’evasione da gennaio e’ ripartita. Basta guardare all’andamento dell’Iva sugli scambi interni che e’ negativo perche’ l’economia va male. Insomma tesoretto zero. Siamo in una stagione non buona, ci saranno problemi,. Non e’ una situazione facile. E non per colpa del governo Prodi, che pero’ ha fatto l’errore di non capire cosa stava succedendo nel mondo. Il governo Prodi e’ stato imprudente: in una stagione buona ha fatto la cicala e non la formica. Piu’ entrate c’erano e piu’ spese facevano".

venerdì 9 maggio 2008

e ora, al lavoro!

Con il giuramento di oggi il governo Berlusconi comincia la sua nuova avventura. Per poter lavorare a pieno ritmo mancano ancora le nomine dei viceministri e dei sottosegretari, che avverranno lunedì. A seguire ci sarà poi la scelta delle presidenze di commissione della Camera e del Senato. A quel punto, al massimo entro due settimane, Governo e Parlamento potranno lavorare a pieno regime.
Nel frattempo però il nuovo governo Berlusconi non resterà con le mani in mano. Ci sarà come promesso il primo Consiglio dei Ministri operativo a Napoli con le prime decisioni in tema di rifiuti, saranno ultimati i primi decreti e disegni di legge con le nuove misure per la sicurezza dei cittadini, con l'abolizione integrale dell'ICI, con gli interventi per aumentare i salari dei lavoratori. Sarà l'inizio di un cammino riformatore che nei prossimi cinque anni deve tirare fuori l'Italia dalla situazione in cui si trova. Il governo e la maggioranza faranno la loro parte ma avremo bisogno di non essere lasciati soli dai nostri sostenitori, specie nei momenti difficili, che, come in tutte le imprese umane, non mancheranno di capitare.
Contiamo come sempre sul tuo sostegno. Ora, finalmente, per il governo Berlusconi, un governo che nasce "deciso a decidere", è il momento di cominciare a lavorare. Per capire come, leggi il commento in http://www.ilpopolodellaliberta.it/.

Benvenuto nel blog del PdL di Capaccio Paestum

Un saluto a tutti i visitatori!

Un saluto speciale a quei capaccesi che con il proprio voto hanno portato il Popolo delle Libertà ad oltre il 60% a Capaccio.

Grazie.